|
La costruzione del presepe, una bella nevicata e la pasquarella. In questi tre punti si possono sintetizzare le vacanze di natale che a Terzone hanno sempre qualcosa di speciale. Forse perché, da paesino di campagna tra le montagne, ha un particolare legame con la natività cristiana: il luogo di nascita,una stalla, così come molte ce ne sono qui, secoli fa unico modo per vivere; i pastori, gli uomini a cui per primo il messia si rivelò ed i primi che accorsero ad omaggiarlo, andando poi ad annunciare a tutti la sua nascita, così come si fa ancora oggi con la pasquarella; annunciare agli altri la gioia della nascita del signore. Noi oggi, come loro duemila anni fa proprio qui, in un paese di pastori, che nella loro vita spartana e povera mangiavano l’acqua cotta; papà me la faceva assaggiare ogni anno la mattina della vigilia per omaggiare quella gente che quel giorno si ritrovò testimone della natività; i pastori ,statuine del presepe fatto in chiesa seguendo le orme dei grandi “costruttori di presepe terzonesi” come Agostino, Giovanni, Michele,Pino,Mariano Il presepe quest’anno è stato interamente fatto dai giovani , che hanno lavorato per giorni, anche fino a tarda notte,pur di far ben figurare la chiesa del paese per le festività; bello e apprezzato da tutti è stato il fiore all’occhiello delle feste, partecipando con onore alla rassegna dei presepi dell’altopiano. La notte di natale dopo la messa solenne, arricchita dal presepe vivente impersonato dai bambini del catechismo, tutti in piazza per l’accensione del fuoco a due passi dall’albero di natale sotto il quale tutti i terzonesi si sono scambiati gli auguri sorseggiando il vin brulè preparato per l’occasione. Dopo natale è arrivata anche la neve che, adagiandosi sui tetti e sui rami degli alberi spogli, ha regalato agli occhi di tutti un paesaggio suggestivo arricchendo l’atmosfera natalizia. Poi la pasquarella, la tradizione più bella e più viva che è rimasta, da qualche anno è ormai un solo giorno ma forse proprio per questo ha acquisito un fascino particolare;a tempo d’organetto, casa per casa e ognuno offriva qualcosa ripagando i giovani che,così come quei pastori,annunciano la pasqua, ovvero, la gioia per la nascita di Gesù. I suoni e i canti si diffondono per queste montagne, patrie di pastori che, per difendersi dal freddo, sfoggiavano un pesante mantello, facevano della lana e del formaggio le loro ricchezze e facevano passare le proprie giornate a guardia del gregge leggendo Dante e Torquato Tasso, appassionandosi alla poesia che avrebbe scandito la loro vita, così come le statuine del presepe che, tra il muschio e la sabbia, camminano verso la natività. FOTO NATALE (grazie a Giulia e Luciano) FOTO PASQUARELLA VIDEO1 VIDEO2 VIDEO3 |