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Il furto della cisterna
Breve carrellata dei poeti a braccio e delle loro poesie
Scritto da Domenico Boccanera   
Friday 16 March 2012

Dopo tanti anni il nipote Ivo Boccanera ha il piacere di pubblicare questa satira del nonno per non far perdere la memoria storica e culturale.

IL FURTO DELLA CISTERNA

Dopo aver lavorato li giorno sano
col martello l´incudine e il morsino
assottigliando il pezzo grossolano
per far ferri da mulo e somarino
giunta la sera stanco il corpo umano
chiude bottega il buon fabbro Agostino
per andarsi a riposar con Alessandrina
dentro la casa sopra l´officina.

Questo Agostino dentro se destina
dopo aver fatto una modesta cena
dormire in pace fino alla mattina
per svegliarsi con mente serena.
Il diavolo che cosa gli combina;
quando è suonata mezzanotte appena
ch´esso viene svegliato da un rumore
nel suo negozio che gli abbraccia il cuore.

Pensa che qualche ladro per quell´ore
approfittando delle notti nere
sai entrato nel negozio il traditore
per rubargli i soldi del mestiere
pensa subito poi quasi l´orrore
alla sua botticella ch´è un piacere
ricolma di quel vino prelibato
che a Sassa Tornimparte ha comperato.

Questo pensier che subito gli è nato
l´ha fatto quasi rimaner stordito
il furfante di certo solo è entrato
per rubargli il liquore saporito
lui che per averlo sì lontano è andato
perché in casa ne fosse fornito
partendo da Terzone con carriera
col camioncin di Toto Boccanera.

Salta dal letto e con brusca maniera
sveglia Settimio che dormente ancora
il suo garzon che da mattina a sera
il mantice gli tira,gli lavora
lo mette a parte di quello che era
quindi insieme con lui corre di fora
e dopo averlo armato di forcone
lo lascia solo a guardia del ladrone.

Lui corre per chiamare altre persone
che il coraggio da solo non tiene
a poterlo affrontare il mascalzone
manco Settimio per che davi bene
sveglia Checco che s´armi di bastone
quindi Memmo e Ruggero anche conviene?
tutti chiamando con la voce lesta
gli abitator della Cisterna desta.

Fredda è la sera ma calda è la testa
ad ognuno c´ha fatto la proposta
ad armarsi perdio nessuno resta
pronti per dare al ladro una batosta
e cauto ognuno alla porta s´appresta
dove il ladro a rubare è entrato apposta
se fosse uscito dalla catapecchia
il pezzetto più grosso era l´orecchia.

Ma pare che li dentro ci si invecchia
come se si trovasse in una pacchia
s´ode di tintinnar qualche sarrecchia
ed ogni tanto un ferro sbatacchia
ad Agostino sembra che una secchia
s´empia di vino e questo più l´abbraccia
dice:prima che esce il malandrino
s´avrà bevuto tutto il vino.

Allor Ruggero consiglia Agostino
di ritornare in casa piano piano
ed aprendo  la botola un tantino
scendere nel negozio dal villano,
non tremi perché lui sarà vicino
e per acciuffarlo gli darà una mano.
Dice Agostino che non si assicura
io non ci vado perché ho paura!

rimane da sfasciar la serratura
visto che il ladro a uscir non si prepara
questa soltanto è l´ultima misura
per finire una volta la cagnara
ognuno l´arma in mano si procura
tutte le schiere par che faccia a gara
ma mentre ognuno in difesa rimane
si sente nel negozio abbaià un cane!

succedono allor le cose strane
ma questa quasi il primato detiene;
come cercare il lupo nelle tane
invece fuori un agnellin ne viene.
Così succede a quelle genti insane
che d´orgoglio e paura erano piene
cercarono lo ladro,il prepotente
invece era un cane innocente

rimasto prigioniero solamente
perché dormiva placido e ronfante
quando Agostino mise il battente
del suo negozio non si fece avante;
passate l´ore poi naturalmente
solo d´uscire il cane n´era amante
e solo per questo faceva rumore
che riempì Agostino di terrore.

Ah!se lui fosse stato un bevitore
come Agostino potette pensare
tutta la botticella con amore
durante il tempo si potea scolare,
dovrà Agostino ringraziar il Signore
che non piace allo cane quello nettare
che aveva voglia di cercar la lucerna
e svegliar la gente alla Cisterna.

(articolo tratto da "Leonessa e il suo Santo" maggio-giugno 1992)

Ultimo aggiornamento ( Saturday 17 March 2012 )
 
Dipinto di S. Giuseppe restaurato
Le notizie di Terzone
Scritto da Leonessa 2011   
Friday 24 February 2012

naugurata martedì sera al Museo dei Cappuccini di Reggio Emilia la mostra “In Arte ed Economia” che resterà aperta fino al 9 aprile; l’allestimento – a cura di Nadia Calzolari e Gabriele Fabbrici – è uno degli eventi organizzati nell’ambito delle celebrazioni per il quarto centenario della morte del frate cappuccino San Giuseppe da Leonessa, al quale dal 1929 è intitolato l’ente morale che comprende il convento di Reggio Emilia e quelli di Scandiano e San Martino in Rio. L’inaugurazione è stata preceduta da un’introduzione storica di Fabbrici, che ha ricordato in particolare l’operato di San Giuseppe da Leonessa contro l’usura attraverso i Monti di Pietà e i Monti Frumentari, e dall’intervento di Fr. Stefano Maria Cavazzoni, Direttore del Museo Cappuccini di Reggio Emilia.

La mostra è articolata in quattro sezioni: gli undici dipinti di quella iconografica rappresentano un significativo “spaccato” della produzione artistica dedicata, nel corso dei secoli, a San Giuseppe da Leonessa. Una novità assoluta è, in particolare, “Il Beato San Giuseppe da Leonessa che predica agli schiavi” un grande olio su tela del 1738 di Stefano da Carpi, l’artista cappuccino che con le sue opere è l’assoluto protagonista del museo permanente; dalla soppressione degli ordini religiosi e dei conventi con l’Unità d’Italia si erano perse le tracce di questo prezioso dipinto. Si pensava che fosse andato perso, ma è tornato recentemente alla luce grazie alla riorganizzazione dei beni culturali dei Cappuccini dell’Emilia-Romagna. La tela è stata restaurata grazie a un finanziamento del Lions Club Reggio Emilia Host, come ha spiegato il presidente Ing. Luciano Prampolini; il delicato intervento è stato effettuato dal laboratorio di restauro Maura Favali di Reggio Emilia.

Una seconda sezione della mostra introduce al tema “economico”, dandone una lettura in chiave artistica: in essa, infatti, viene presentata un’ampia e dettagliata selezione di immagini particolarmente significative sul denaro e sul suo uso tratte da quadri dei secoli dal XV al XVII. Immagini che preludono alla terza sezione, dedicata all’analisi, attraverso una cartografia, del fenomeno dell’usura nel medioevo, dei Monti di Pietà e dei Monti frumentari in Emilia-Romagna, con una particolare attenzione al territorio reggiano.

Nell’ultima sezione viene proposta una riflessione sulle dinamiche economiche contemporanee legate al credito al consumo. Le analisi economiche sono state realizzate grazie alla collaborazione del Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

In mostra, oltre alle tele, anche alcuni ex voto, capolavori dell’oreficeria in oro e pietre preziose.

L’allestimento appena inaugurato è anche l’occasione per l’avvio di una collaborazione con il Circolo degli Artisti, come ha spiegato il presidente Enrico Manicardi, che espone all’ultimo piano del museo alcune opere del pittore Vladimiro Vigna.

“In Arte ed Economia” – Orari di apertura della mostra: dal lunedì al venerdì 10.00-12.00. Sabato, domenica e festivi dalle 15.00 alle 18.00

Info: 0522.580.720 – E-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo – www.museocappuccini.it

 
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