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LA POESIA ESTEMPORANEA E I POETI A BRACCIO Si hanno testimonianze di cantori già nel VII secolo a. C. presso la via Amerina dove, dopo la raccolta di minerali e frutti estivi, delle persone si misero ad improvvisare cantando versi alterni; e ciò ce lo riportano anche Virgilio, Catullo e Livio. Nell’antica Roma, Cicerone più volte parla di improvvisatori come Antipater: …è solito improvvisare versi esametri e altri di diversa forma e differenti piedi…. Lo stesso Omero praticava una sorta di poesia estemporanea nelle corti del suo tempo. Si crede, infatti, che l’Iliade e l’Odissea, prima di essere fissate su manoscritti, siano state frutto di poesia estemporanea che come argomento avevano rispettivamente la guerra di Troia e il ritorno a casa dopo questa, e poi, per la bellezza dei versi, siano state incise su pergamene. Oggi sono due capisaldi della letteratura occidentale. Una leggenda del sesto secolo racconta di una gara poetica tra Omero e Esiodo, indetta in occasione dei funerali di Anfidamante, re dell'isola di Eubea. La competizione consisteva nel comporre il più bel lamento funebre. Esiodo lo incentrò sulla pace, Omero sulla guerra. Il pubblico assegnò la vittoria ad Esiodo. Molto probabilmente, in ogni caso, questa leggenda è totalmente priva di fondamento, probabile invenzione del sofista Alcidamante. Tuttavia ci aiuta a capire che già esisteva la concezione di una pratica di poesia improvvisata. In tempo recente (anni ’50 – ’60) la poesia estemporanea veniva praticata quasi ogni sera, nelle occasioni più varie, sia attorno al falò, in inverno, sia nelle osterie o sull’aia l’estate, e il contrasto poetico durava fino a tarda notte. I giovani avevano modo così di imparare facilmente e la trasmissione orale avveniva in maniera spontanea. Al giorno d’oggi il contrasto poetico avviene o in incontri precedentemente programmati (vedesi “terzonando” a Terzone, o altri incontri tipo a Torino, Rieti ecc.) oppure nelle feste paesane. Si sceglie un tema al quale attenersi e si improvvisano le parole cantando su una base scandita con metriche precise stabilite. La struttura è quella della poesia classica i cui versi sono formati da ottave o quartine in endecasillabi, a rima alternata o baciata, che devono essere associate tra loro; il poeta di turno deve sempre ricominciare riprendendo la rima dell’ultimo verso dell’altro. Si organizzano così delle divertenti competizioni tra due o più poeti, generalmente la sera, accompagnate spesso da grandi bevute di vino. |